Electra Paris

Electra

 

Novità scottanti su Electra Paris, comunemente definita ‘il diamante grezzo’. Se vi state chiedendo cos’abbia di grezzo la ragazza dai capelli rossi, l’incantatrice dagli occhi verdi e dalle sbarazzine lentiggini, abbiamo pane per i vostri denti. Molte erano le voci che cercavano di giustificare la fuga della giovane modella dall’amata madre patria, la Svizzera, le stesse che poi l’hanno portata qui da noi dopo qualche anno in Sicilia. Abbiamo scoperto che Electra nasconde un piccolo segreto, che ora ha quasi sei anni. Suo figlio sì! C’è da dire che neanche da quindicenne la Paris conteneva i suoi bollenti spiriti e nulla le ha impedito di divertirsi con una bella sfilza di ragazzi. I suoi problemi con la droga hanno portato i servizi sociali ad allontanare il figlio dalla madre scapestrata. Inoltre delle foto la incastrano mentre inveisce e colpisce quello che ormai è il sue ex fidanzato. Matthew, emergente modello inglese, mette fine alla loro relazione perché le crisi isteriche di Electra minacciavano la sua incolumità. Il ragazzo dal cuore infranto dichiara “Le ho donato tutto me stesso, ma lei è troppo malata e non l’ha capito”. Quindi cari lettori, chi è veramente Electra Paris? Il diamante che tutti credevamo o un piccolo ciottolo senza cuore?

Lancio la rivista contro il muro. E’ incredibile quanto riescano a manipolare eventi di cui nemmeno sono a conoscenza. Forse l’unica cosa vera in tutto l’articolo è il mio nome e il mio lavoro. Il resto è tutta menzogna, in parte.  Quando avevo 15 anni ero una delle poche ragazze vergini e il maniaco che mi ha stuprata per strada non sapeva di avermi messa incinta. Quando è nato Josuè non si sa come lui mi ha trovata e ha scoperto del bambino. Aveva una ventina d’anni e mi promise che mi avrebbe aiutata. Ma a mia insaputa io ho aiutato lui. Nascondeva dosi di polvere bianca ovunque anche nella carrozzina. Un giorno l’unità anti cinofila mi ha fermata ma ha arrestato lui, lo tenevano d’occhio da un po’. Mi sono trasferita in Sicilia ma Josuè mi è stato tolto e quello che è successo qui non mi ha aiutata. Mia mamma al processo d’affidamento ha testimoniato contro di me e il bambino è rimasto con lei. Matthew è stato uno dei tanti problemi: dolce, avvenente, straniero. L’unica pecca era l’ambizione. Le poche cose che i giornali sanno le hanno sapute da lui. Mi sono rifiutata di fare carte false per farlo entrare nella rosa dei modelli della casa di moda dove lavoro e lui ha abilmente venduto ciò che sono poche persone sapevano. Non avevo nessuno prima di Angelica quindi lui era l’unico con cui potevo confidarmi e credo che alla base di ogni relazione ci sia la fiducia reciproca e io ho sbagliato ha fidarmi di lui.  L’altra sera mi ha sputato in faccia quello che aveva fatto, io sono scoppiata e senza nemmeno volerlo la mia mano era sulla sua guancia. Sono andata via infuriata e sconvolta dal mio stesso gesto. Quando abitavo in Sicilia avevo problemi nel contenere la rabbia ma con delle cure tutto è sparito, so controllarmi. In base alla mia dieta non dovrei bere alcolici ma apro comunque il frigo, con solo due yogurt, e prendo la bottiglia. Riempo il calice e dopo due bicchieri la bottiglia è vuota. La butto nella spazzatura stracolma di scatole di antidepressivi e pastiglie diuretiche. Sono le cose che passa l’agenzia e come arrivano le butto via, non ho intenzione di avvelenarmi. Angelica mi aspetta per cenare nel mio posto preferito: casa sua. E’ una cuoca divina e quando sono da lei lascio da parte le regole alimentari che mi impongono.

Entro nella mia camera e gli occhi vanno a finire sulla foto caduta dal mio muro dei ricordi. Ho foto di Josuè, articoli sulla mia prima sfilata, vecchi voti di quando andavo a scuola… Raccolgo la foto e la giro. Sono mia mamma e mio papà il giorno del loro matrimonio, entrambi felicissimi. La strappo a metà dividendo le due figure. Riattacco al muro il viso sorridente di mio padre. Accartoccio l’altra metà della foto e la lancio in un angolo della stanza. Mio padre mi portava dai medici, in ospedale, mi aiutata quando è nato mio figlio. Mia madre se n’è lavata le mani appena l’ha saputo e pensa esattamente quello che le riviste di gossip raccontano. La casa di moda ci da dei vestiti nuovi insieme alle pastiglie, non vogliono che qualcuna mini il suo buon nome. Indosso le cose meno appariscenti: un paio di pantaloni neri, un maglioncino color crema e un paio di super star bianche. Prendo la borsa, le chiavi, il telefono ed esco. L’aria questa sera è fresca ma non fastidiosa. Sento il profumo della prima pioggia autunnale mentre percorro il lungo viale alberato che mi porta a casa di Angelica. Una semplice e moderna villetta a schiera. Prima ci abitava con sua sorella minore ma poi lei è andata a convivere col ragazzo ed Angelica è rimasta qui da sola. Suono il campanello e lei mi accoglie sorridente dicendomi che è la cena è già in tavola. Ci sediamo davanti ai piatti fumanti di risotto con zucchine e gamberetti e chiacchieriamo sparlando un po’ della sua segretaria frivola e del mio capo pieno di sé. –Ho letto gli ultimi articoli che hanno pubblicato- dice tornando seria posando il calice di vino sul tavolo. La serata si trasforma. Se poco fa eravamo delle buone amiche che trascorrevano insieme una sera, ora siamo quello che siamo agli occhi di tutti. Angelica, il mio avvocato, prende il mio fascicolo e tira fuori l’atto d’affidamento di Josuè. Tra due settimane dobbiamo tornare in tribunale. I miei genitori stanno divorziando e non posso che dire grazie a mio padre. Nella prossima udienza testimonierà per la prima volta da quando tutto è iniziato e lo farà in mio favore. Angelica lega i capelli in una coda alta, più agguerrita che mai. –Pronta a riavere tuo figlio?-

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